Descrizione
Decima edizione della “Quarantana” nella serata del Sabato Santo. In piazza Garibaldi, a partire dalle ore 19.00, verranno rievocati alcuni riti che si svolgevano durante l’approssimarsi della Santa Pasqua e a conclusione dell’evento sarà bruciato il fantoccio.
“U Cantə all’Ovə”. Letteralmente “Cantare le uova”, è un canto tradizionale di questua, che ricorda una nostra vecchia usanza contadina, quando gruppi di giovani, muniti di una fisarmonica, giravano per le masserie dell’agro martinese, anche fino a notte fonda, cantando e ricevendo in cambio delle uova e altri doni. Se la padrona di casa (a Massèrə) presentandosi sulla porta diceva che non poteva offrirne perché “cuvatəzzə” i giovani prontamente ribattevano chiedendo “na cordə də sazəzzə”. La versione originale del canto verrà declamata dalla socia e poetessa vernacolare Cinzia Castellana accompagnata da un gruppo di popolani.
“La cacciata del Diavolo dalle case”. Rappresentava anche nella cultura popolare martinese il ritorno all'ordine dopo il disordine simbolico del Carnevale e il rigore della Quaresima. Un esorcismo collettivo praticato dalle donne “jentrə i josərə” del centro storico alla fine della Quaresima (o durante la Settimana Santa) fondendo la teologia cristiana della vittoria di Cristo sul male con antiche tradizioni popolari di purificazione. Un gruppo di popolane rievocherà questa tradizione battendo, armati di bastoni, negli angoli e nascondigli dove possa rintanarsi il diavolo.
“La benedizione delle casa e delle botteghe”. Il rito della benedizione delle case e delle botteghe alla fine della Quaresima (o durante il periodo pasquale) è un'antica tradizione cristiana che va oltre il semplice gesto scaramantico, assumendo un profondo valore teologico e comunitario. Il prete, come un buon pastore, entra nelle abitazioni superando la distanza tra parrocchia e vita domestica. A simboleggiare questo rito sarà il socio Filippo Lisi (che da tempo personifica la storica figura dell’arciprete Isidoro Chirulli) accompagnato dal “sacrestano” Dino Bello che, con un capiente “panaro”, raccoglierà le offerte. Non mancherà il giovane chierichetto dell’Associazione Domenico Serio.
Infine verrà ricordato e rappresentato il simpatico rito del dono “du Cavaddistrə” (grosso biscotto all’uovo a forma di cavallo, simbolo di Martina) che veniva offerto dalle ragazze al proprio fidanzato, recitato dai soci Carmen Pistoia e Vito Piva.
I soci Comasia Abbracciavento e Lucio Santoro si esibiranno in una sceneggiata che precederà la bruciatura della Quarantana annunciata dalle schioppettate del “cacciatore” Vito Caliandro e Martino Carrieri. Tutte le rappresentazioni saranno presentate e brevemente descritte dalla socia Pina Chirulli.
Una quadriglia diretta dal maestro di ballo Domenico Ricci e la successiva tarantella o pizzica pizzica con il pubblico, chiuderà l’evento 2026, anche quest’anno rallegrato con la musica del bravo Giuseppe Cecere.