A chi è rivolto
Ai cittadini
Servizio per eleggere un indirizzo PEC come domicilio digitale, ricevendo comunicazioni ufficiali dalla PA con valore legale
Ai cittadini
Il domicilio digitale è definito dall’art. 1, lettere n-ter del CAD come un indirizzo elettronico, da dichiarare alla Pubblica Amministrazione.
Cos’è il Domicilio digitale
Il domicilio digitale è una delle novità introdotte dal nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), e ne rappresenta una delle più rilevanti per i cittadini e le imprese, in cui si sancisce che al fine di facilitare la comunicazione tra Pubbliche Amministrazioni e cittadini, ogni cittadino dovrà indicare alla Pubblica Amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o un indirizzo di recapito certificato, quale suo domicilio digitale.
L’art. 3 bis del CAD assegna a chiunque ha la facoltà di eleggere il proprio domicilio digitale, i quali sono eletti presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, cosi come definito dal Regolamento UE 910/2014 eIDAS.
E’ necessario fare un uso diligente del proprio domicilio digitale ed è necessario comunicare ogni modifica o variazione del medesimo secondo le modalità fissate nelle linee guida dell’AGID.
L’art. 6-quater del CAD istituisce, inoltre, il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri anti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’Agid.
In pratica il Domicilio digitale è un indirizzo elettronico certificato, che dovrà essere inserito nell’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), e reso disponibile a tutte le Pubbliche Amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi, al fine di comunicare con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale, da lui stesso comunicato, un domicilio fiscale elettronico.
Il domicilio digitale, essendo legato ad un indirizzo PEC, funziona alla pari di un recapito ufficiale ma elettronico.
Il cittadino pertanto dovrà comunicare la propria PEC alla Pubblica Amministrazione, ovvero al proprio Comune di residenza, che lo registrerà in ANPR, in modo da consentire che tutte le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione avvengano tramite tale strumento.
Il Domicilio digitale consentirà alla Pubblica Amministrazione di comunicare direttamente con il cittadino, senza intermediari ed in tempo reale, per farlo la comunicazione transiterà attraverso l’indirizzo PEC presente in ANPR, e la comunicazione avrà il medesimo valore legale della tradizionale raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il Domicilio digitale servirà a ricevere tutte le comunicazioni e le notifiche di atti, quali le cartelle esattoriali, contravvenzioni, ecc..
Il Domicilio digitale è già attivo?
Per quanto il Domicilio digitale sia previsto da apposite disposizioni di Legge (l'articolo 3-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale sancisce che "Al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione [...] un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale suo domicilio digitale.". Il domicilio digitale deve essere inserito nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi. Il comma 4 prevede infatti che: "a decorrere dal 1° gennaio 2013, […] le amministrazioni pubbliche e i gestori o esercenti di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dallo stesso dichiarato"), al momento non è ancora possibile la registrazione in ANPR dei domicili digitali, in quanto tale archivio è in fase di realizzazione, e i comuni non hanno ancora avuto le necessarie istruzioni da parte del Ministero dell’Interno relative alla sua corretta acquisizione e registrazione.
Pertanto i cittadini, al momento attuale, possono acquisire una propria PEC o un indirizzo di recapito certificato, possono anche comunicarlo al comune di Martina Franca quale proprio recapito digitale (allegato A), ma questo non avrà ancora valore quale Domicilio digitale, pertanto potrà eventualmente essere utilizzato solo dall’Ufficio o dall’Amministrazione del Comune di Martina Franca a cui è stato comunicato.
I dati verranno utilizzati definitivamente come “domicilio digitale”nel momento in cui sarà reso effettivo ed obbligatorio dall’Agid e successivamente inseriti nell’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente).
Modulistica per il procedimento