Descrizione
Un appuntamento pensato non solo per operatrici, operatori e servizi del territorio, ma per tutta la comunità: perché comprendere cos’è un CUAV (acronimo di Centro per Uomini Autori di Violenza) significa conoscere meglio gli strumenti di prevenzione, responsabilizzazione e contrasto alla violenza maschile contro le donne.
I CUAV sono strutture specializzate che offrono percorsi di trattamento rieducativo a uomini che hanno posto in essere comportamenti violenti, accompagnandoli in percorsi specialistici orientati al riconoscimento della propria aggressività e alle conseguenze delle proprie azioni.
Si articolano in colloqui individuali o di gruppo che hanno l’obiettivo di condurre i soggetti autori di violenza all’assunzione di responsabilità, con l'obiettivo primario di prevenire le recidive e garantire la sicurezza delle donne e dei minori.
Sono presidi importanti all’interno della rete territoriale, accanto ai Centri Antiviolenza, ai servizi sociali, sanitari, alle istituzioni e a tutte le realtà impegnate nella tutela delle donne e nella costruzione di comunità più consapevoli e sicure.
Durante l’incontro interverranno rappresentanti istituzionali dell'Ambito Territoriale di Martina Franca e dell'Amministrazione, del Centro Antiviolenza Rompiamo il Silenzio e dell’équipe CUAV ASL Taranto, per approfondire funzioni, obiettivi e modalità di lavoro dei centri rivolti agli uomini autori di violenza.
“Questo incontro nasce da un lavoro di sensibilizzazione che portiamo avanti con continuità, cercando di non lasciare scoperto nessun aspetto del contrasto alla violenza di genere. Parlare dei CUAV contribuisce a completare il quadro” ha dichiarato l’Assessore alle Politiche sociali e contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere Elena Convertini. “Accanto ai Centri Antiviolenza, ai servizi sociali e sanitari, alle istituzioni, c'è anche il lavoro con gli uomini che agiscono con violenza; è un tassello che non possiamo permetterci di ignorare se vogliamo davvero interrompere i cicli di violenza e non solo gestirne le conseguenze. Aprire questo confronto alla comunità intera, e non solo agli addetti ai lavori, è fondamentale per costruire una rete territoriale che coinvolga le persone, alimenti la consapevolezza, tenendo sempre viva l'attenzione e impedendo qualsiasi forma di arretramento sul campo.”